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Giorgio Roberti

Giorgio Roberti

GIORGIO ROBERTI
Breve biografia:
Giuseppe Roberti (in arte Giorgio Roberti), scrittore e giornalista, nacque a Roma il 20 marzo 1926.
Fin da giovanissimo si cimentò nella poesia romanesca riuscendo, a 14 anni, a far leggere alcuni suoi lavori a Trilussa, dal quale fu incoraggiato a continuare.
Diresse i periodici Meo Patacca e Romanità e per lunghi periodi le sue poesie apparvero in un’apposita rubrica su Il Tempo e su Il Corriere della Sera, L’Osservatore Romano, Il Paese Sera, l’Avanti, Il Messaggero, Il Giornale d’Italia e il Momento Sera. Partecipò a numerose trasmissioni radio e televisive.
Fu uno dei fondatori del “Centro Romanesco Trilussa” che ha presieduto per trentadue anni consecutivi, fino alla scomparsa.
Conseguì numerosi e prestigiosi riconoscimenti tra i quali il “Premio Nistri”, il “Premio internazionale per la Satira” e il “Premio Tevere” per la Saggistica, vincendo più volte il famoso “Concorso San Giovanni”.
Durante il periodo estivo, amava trascorrere lunghi periodi nella sua casa materna di Offeio di Petrella Salto dove spesso trovava la sua ispirazione poetica.
Tra le sue opere letterarie, sia in prosa che in versi romaneschi, si segnalano: Chi va e chi vié, Roma 1957; La voce de Giuda, Roma 1968; Penne… all’arrabbiata, Roma 1973; Er Vangelo secondo San Marco, Roma 1974, 1976 e 1977; Finti céchi e stroppi immaginari durante er Giubileo del 1925, padronanza de ladri e briganti ne le precedenti ricorrenze giubbilari, Roma 1974; Roma in timbri e Roma in mutanne, Roma 1976; Na zeppa a l’occhio, Torino 1980; Bécchete questo!…, Roma 1976; A magnà e a grattà tutto sta a incomincià, Torino 1976 e 1978; L’anima de li mottacci nostri, Torino 1992; Giochi a Roma di strada e d’osteria, Roma 1995; Antiche farmacie romane, Roma 1998; Filosofasti, sfrattapensieri e sciroccati in giro pe’ Roma, Roma 1976; Le pecore nere, Roma 1979; Mestieri & Mestieracci nella poesia romanesca dal ‘600 ai nostri giorni, Roma 1994 e Favole pe’ Trilussa, Roma 2000 (in occasione del 50° della scomparsa del Poeta).
La morte lo colse improvvisamente il 13 novembre 2002.
Il Comune di Roma ha voluto ricordare l’artista, intitolando il largo che si trova su Viale Trastevere, di fronte al Ministero della Pubblica Istruzione a: Giorgio Roberti, poeta romanesco e saggista 1926-2002

La sua poetica, fortemente impostata sulla satira, è forse la più rappresentativa del periodo. Stimolato e ispirato da temi Alti e Grandi, non ha mai trascurato l'opportunità di soffermarsi sul quotidiano, sulla vita di tutti i giorni, affrontando con maestria tecnica e ispirata passionalità i problemi e i sentimenti dei romani di cui condivideva pensieri e atteggiamenti. Un Maestro a cui rifarsi, per capire e godere Roma e la sua poesia.

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